Quando stiamo per vendere un’auto usata di solito ci sono motivi diversi e, in generale, sono quasi sempre gli stessi. Da un lato è possibile che l’auto sia diventata piccola perché sta per arrivare un nuovo membro della famiglia, può anche essere che l’uso che faremo dell’auto renda maggiormente consigliato l’acquisto di un modello con motore diverso o potrebbe dipendere dal fatto che l’auto potrebbe già avere un certo numero di chilometri e che vogliamo semplicemente cambiarla con una nuova. Tutte ragioni più che coerenti ma si pone spesso un piccolo problema, il chilometraggio. Vendere un’auto di seconda mano con un chilometraggio elevato di solito non è l’opzione migliore ma non è neanche una possibilità da scartare a prescindere, soprattutto se ci affidiamo a dei protagonisti del settore. Lo stesso in caso di macchine sinistrate o con problemi al motore o ad altre componenti.
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Il superamento di un certo numero di chilometri porta solitamente l’auto a deprezzarsi notevolmente, a far perdere interesse nell’acquisto o comunque a diminuirne il valore generale.
Ci sono anche aziende che si dedicano a condurre ricerche di mercato e analisi delle variabili e delle caratteristiche di quel mercato specifico. Ad esempio, c’è una società di consulenza con sede in Danimarca e specializzata in report sui dati di mercato delle auto usate che dopo aver condotto uno studio, conferma che sette auto usate su dieci con chilometraggio elevato sono tedesche.
Si è sempre detto che i tedeschi hanno fatto le migliori auto, le più veloci, le più affidabili, le più potenti. Noi in Italia abbiamo una grandissima tradizione automobilistica ma non per questo bisogna screditare le auto straniere.
Un’altra azienda, tedesca, ha effettuato uno studio basandosi sugli annunci di tutti i siti di compravendita di auto usate in tutta Europa, a condizione che ciascuno di essi avesse almeno venti unità in vendita nel mese di riferimento. Si è potuto quindi apprezzare che la maggior parte delle auto presenti erano grandi berline, nello stile della Mercedes Classe E o dell’Audi A6 o, al contrario, best seller come la SEAT Toledo o la Skoda Octavia. Non essere sorpreso da questi ultimi due modelli perché entrambi utilizzano motori VAG Group in quanto di proprietà di Volkswagen-Audi. A proposito, il 90% dei motori era diesel.
Dove vogliamo arrivare con tutto questo discorso? E’ per far comprendere che certi modelli possono ancora essere venduti nonostante abbiano un chilometraggio molto elevato, in alcuni casi anche superiore ai 300.000 km.
Chilometraggio, importanza assoluta o relativa?
Abbiamo visto, quindi, che quando si acquista un’auto di seconda mano, uno dei problemi più delicati e importanti è il chilometraggio della vettura. Cioè, qual è il limite massimo di chilometri che dovrebbe avere un’auto al momento dell’acquisto?
Il chilometraggio di un’auto è uno degli indicatori che permettono di determinare l’uso che è stato fatto di quell’auto, le prestazioni del suo motore (con l’uso e il tempo perde potenza, per esempio) e quanto ha potuto soffrire in base al suo utilizzo. Quindi, è fondamentale determinare qual è il limite di chilometri che dovrebbe avere al momento dell’acquisto.
La realtà è che non esiste una risposta standard su un numero massimo di chilometri che dovrebbe avere una macchina.
Il chilometraggio di per sé è irrilevante, la prima cosa da considerare è il chilometraggio in relazione all’anno dell’auto. Non è la stessa, ad esempio, una Mercedes Classe E del 2014 con 250.000 km rispetto a una Classe E del 2005 con 180.000 km. Nel primo caso sono più di 60.000 km all’anno. Questo uso intenso potrebbe significare che si tratta di un’auto più vecchia che è stata utilizzata da più conducenti. Mentre nel secondo caso si tratterebbe di un utilizzo decisamente normale, con meno di 15.000 km all’anno.