Collezionare sneakers, ormai da diverso tempo, è diventata una vera e propria mania, ma perché? Le motivazioni sono diverse, ma la prima, e senz’altro la più esaustiva, è che si colleziona per il piacere di avere un qualcosa di esclusivo, per sentirsi unici. Del resto, ogni collezione si basa su questo principio e per le sneakers non è diversa la linea di fondo.
Collezionare sneaker, un piacere e un lavoro
La collezione di sneakers, però, non è solo un piacere fine a se stesso. Molti hanno trovato in quest’attività un’occasione per guadagnare. Il fenomeno è conosciuto come reselling e si tratta di un’attività di “rivendita”, oggi sempre più frequente anche nel nostro paese.
Com’è facile immaginare, le calzature più interessate da questo fenomeno sono le Adidas e le Nike a edizione limitata.
Questo nuovo modo di fare business ha iniziato a diffondersi alcuni anni fa negli USA, soprattutto tra i giovani nati tra la fine degli anni ’90 e il primo decennio dei 2000. Il fenomeno nasce in primis tra gli estimatori delle sneakers e poi si estende ad altri capi di abbigliamento.
L’assunto da cui si parte è che molti modelli di sneakers sono disponibili solo online e spesso il modo per arrivarci è irto di insidie e strade tortuose, per questo è bene acquistare solo su siti affidabili, come hypeclothinga.com. Era quindi necessaria una sorta di intermediazione: i più esperti acquistano rapidamente e poi rivendono a chi ha meno dimestichezza o tempo.
Non si pensi, però, che il resselling sia un’attività facile per tutti. Certo, il sogno di fare soldi in modo facile e sicuro alletta tutti, ma anche in questo caso ci vogliono preparazione e competenze. Per prima cosa si devono conoscere perfettamente i brand che si vogliono trattare.
Bisogna conoscere nel dettaglio i modelli in modo da riconoscere quelli che realmente sono da collezione e originali. Un bravo sneakerheads, un appassionato e conoscitore di sneaker, si procura i modelli in edizione limitata sia sul web che nei negozi fisici per poi rivenderli.
Se si lavora bene, quest’attività può fruttare moltissimo ma, ripetiamo, non ci si può improvvisare. I resellers, infatti, sebbene molto giovani, hanno una vasta conoscenza e dei modelli e dei materiali delle sneakers.
Le sneakers che valgono di più
Una delle maggiori difficoltà è quella di determinare il valore di un paio di sneakers. Naturalmente dipende dal brand e dal modello, ma un altro fattore importante è se quelle sneakers sono state usate da un atleta famoso.
Secondo alcuni intenditori le sneakers sono qualificabili come opere d’arte. Tra queste e l’estimatore si crea una sorta di “dialogo” esattamente come quando si ammira un dipinto o una scultura. L’arte insita delle sneakers può essere non solo ammirata, ma anche indossata.
Una nuova forma di collezionismo
Quello delle sneakers è un tipo di collezionismo nuovo, che apre la strada a nuove forme di questo fenomeno. Non solo, in un certo qual modo avvicina le nuove generazioni all’arte e alla sua interpretazione.
Va da sé che nel caso di queste particolari calzature che, lo ricordiamo, nascono come calzature sportive, a fare la differenza è da chi provengono. Vale a dire che un paio di sneakers indossate da Michael Jordan avranno un valore decisamente maggiore rispetto a un paio che non sono mai state indossate, sebbene a tiratura limitata.
Sicuramente ci troviamo davanti a un nuovo fenomeno che è destinato a far parlare ancora molto e a svilupparsi maggiormente anche nel nostro paese. Nato fondamentalmente negli Stati Uniti, oggi in Europa si è diffuso prevalentemente in Inghilterra, ma sta già conquistando ampi consensi anche in Francia, Spagna e Germania.
In Italia sono già diversi i resellers, ma c’è da scommettere che la sneakers mania non abbia ancora visto il suo apice.